|
La valutazione d’azienda consiste in un processo di stima, eseguibile con tecniche diverse, che porta alla definizione del valore del patrimonio dell’azienda in un determinato momento. Ogniqualvolta si deve scegliere fra più alternative in grado di modificare significativamente l’assetto strategico dell’azienda è indispensabile una valutazione dell’azienda.
Le scelte aziendali vengono spesso suddivise in ordinarie e straordinarie.
Le prime, ovviamente molto più frequenti, riguardano lo sviluppo dei processi produttivi, le relazioni con i clienti e i fornitori, i rapporti con i dipendenti, l’acquisizione di impianti e macchinari e la gestione del “quotidiano” in genere. Codeste scelte trovano riscontro nel documento contabile principale, il bilancio d’esercizio, che a fine periodo riporta e quantifica la situazione aziendale.
In particolare contesti però i “timonieri” dell’azienda sono chiamati a scelte straordinarie, così definite in quanto incidono in maniera profonda sulla situazione dell’impresa. Tali operazioni straordinarie che richiedono una valutazione del complesso dei beni aziendali, tangibili e intangibili, sono essenzialmente riconducibili ai seguenti motivi:
► cessione a terzi: cessione totale dell’azienda, cessione della quota di maggioranza, cessione di una quota minoritaria;
► fusione: la valutazione è finalizzata a determinare il rapporto di concambio tra le società coinvolte nell’operazione;
► aumenti di capitale: la valutazione costituisce un passo obbligato finalizzato a determinare l’entità del sovrapprezzo azioni da richiedere ai nuovi azionisti per la sottoscrizione dell’aumento di capitale;
► scorporo del ramo d’azienda: la valutazione delle attività oggetto di scorporo ed apporto in altra società;
► trasformazione: per esempio da società di persone a società di capitali.
La valutazione d’azienda può essere effettuata avendo come riferimento lo stato e le prospettive dell’azienda, intesa come entità autonoma. Si prescinde pertanto da considerazioni di tipo soggettivo riconducibili alle diverse finalità degli attori in scena. Ad esempio nel caso di compravendita, si accantonano l’interesse specifico, la forza contrattuale e le capacità di negoziazione dell’acquirente e del venditore.
Tuttavia la valutazione d’azienda può anche essere effettuata nell’ottica di una singola parte coinvolta nella negoziazione. Lo scopo sarà allora di stimare un valore soggettivo che possa configurarsi come:
► valore minimo da conseguire in caso di cessione da parte del venditore;
► valore massimo da corrispondere in caso di acquisto, per l’acquirente.
Nel caso di acquisizione, ad esempio, l’acquirente terrà conto anche dei vantaggi e delle sinergie attesi dall’operazione, che prescindono dal valore oggettivo dell’azienda oggetto di cessione.
A seconda del metodo di valutazione adottato, si potrà pervenire a valori anche sensibilmente diversi del patrimonio netto dell’impresa. È pertanto ragionevole utilizzare più metodi ed ottenere un perimetro di valori entro i quali considerare equa la valutazione.
Avendo a disposizione i documenti necessari per la riclassificazione dei bilanci storici, per l’analisi per indici, per l’analisi qualitativa e delle garanzie, si può procedere ad una valutazione dell’azienda operando secondo un metodo semplificato, che fornisce indicazioni sul valore di cessione globale dell’impresa e/o di quote aziendali da parte dei singoli soci.
Tale servizio offerto da FINANGEST è da considerarsi comprensivo di tutti gli steps (riclassificazione, analisi quantitativa storica e prospettica, analisi qualitativa e delle garanzie) e i tempi di erogazione sono celeri.
Costo del servizio: € --- + IVA 20%
|